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domenica 25 agosto 2024

Pomona blonde ale

Blonde Ale - 3.9% / 9.9 °P - 66% efficiency - OG: 1039 - FG: 1009 - IBU: 25


Batch Volume: 20 L - Boil Time: 30 min

Malts (3.75 kg)
3.3 kg (88%) — BestMalz Pilsen Malt — Grain — 3.5 EBC
450 g (12%) — Bairds Pale Ale Malt — Grain — 4.9 EBC

Hops (14 g)
14 g (25 IBU) — Columbus/Tomahawk/Zeus (CTZ) 17% — Boil — 30 min

185 g — Grapefruit Peel — Boil — 20 min

Yeast
15g Lallemand Pomona 80%
Mash Water: 17.75 L
Sparge Water: 7.77 L @ 78 °C
Total Water: 25.52 L
Boil Volume: 22.83 L
Pre-Boil Gravity: 1.038

Mash
conversione — 67 °C — 35 min
finale — 72 °C — 20 min
mash out — 75 °C — 1 min

Cotta veloce, con bollitura corta e mosto concentrato. Efficienza ancora bassa (ma accettabile). Prova del lievito Pomona Lallemand: dovrebbe essere un ceppo tiolizzante, che converte i composti del luppolo in tioli, incrementando le note fruttate tropicali.
Ho scelto di vedere cosa salta fuori senza luppolo in aroma, ma con le scorze di pompelmo.

Risultato: il batch di pils nuovo, mi ha dato aromi di vegetale bollito e mais cotto, a causa probabilmente della bollitura corta (anche se vigorosa, a 2500W su un volume ridotto). Gli aromi sono più che altro floreali, con scarse tracce del pompelmo, anche se in quantità considerevole rispetto a batch passati


martedì 31 agosto 2021

X - Trappist single


X ( Trappist Single )
Volume Batch: 17 L
Volume Preboil: 20.3 L. Tempo: 60 min.
OG SG: 1.046
IBU: 32
BU:GU: 0.7
EBC: 9.1
FG: 1.008
Attenuazione Apparente: 83.8 %
ABV: 4.7%
Efficienza Mash : % 88.0. Efficienza Impianto: % 82

FERMENTABILI:
94.6 % Pale Ale kg 3 ( In Mash )
5.4 % Zucchero di Canna170g ( Late addiction )

DATI MASH:
Step °C 52 min 10 Rampa 5 min
Step °C 65 min 40 Rampa 5 min
Step °C 72 min 20

LUPPOLI:
59 min  g 21 Aurora (super styrian)  (8.3%)
0 min  g 24 Aurora (super styrian)  (7.5%)
Whirlpool g 17 Aurora (super styrian)  (8.3%)

LIEVITO:
1 M47 Belgian Abbey Yeast

Ultimo batch della stagione, con una busta di M47 che stava ad ammufire in frigo da due anni. In origine volevo fare dei batch concatenati con OG a salire e terminare con una Tripel bella secca (saranno sei o sette anni che non ne faccio una), ma ho continuato a posticipare, il lievito è invecchiato, quindi ho optato per una trappist single. Ho esaurito tutto il luppolo Aurora che spero dia una bella nota erbacea.
Mash tranquillo, con ottima efficienza. Grosso problema nel travaso: con le alte temperature l'acqua di rete non è sufficiente per abbattere la temperatura, e anche con un whirpool generoso a caldo, il trub è rimasto poco compatto. Al momento del travaso i residui di pellet e i coaguli galleggiavano ancora, e nel fermentatore è finito un mosto sporchissimo.
Dopo due giorni a 16°C, seguiti da due settimane a 25°C (travaso intermedio dopo 5 giorni di fermentazione, in cui si son persi un paio di litri di schifezze), ho messo a 4°C per ripulire la birra (FG 1008) e al momento dell'imbottigliamento sembrava abbbastanza pulita.
Vista la fama di inaffidabilità dei lieviti MJ, al momento del travaso ho inoculato un fondo di Kveik per assicurarmi di arrivare a FG in tempi umani: la cosa pare aver funzionato, mantenendo un profilo fruttato tipicamente belga.

La birra è in bottiglia da una decina di giorni. Ora una lunga pausa, poi spero di ricominciare a brassare a fine ottobre, con un bel giro di Lager invernale.


 

martedì 10 agosto 2021

Kveik - Batch 3 e 4

qui la puntata precedente

Due batch simili, il primo più moderato con i luppoli, con busta fresca di lievito, il secondo con la fondazza, per esaurire le scorte, che è diventato All-In Ale, qui la ricetta:

All-In Ale ( Golden Ale )

Volume Batch: 27 L
Volume Preboil: 30.6 L
Tempo: 60 min.
OG SG: 1.035
IBU: 29
BU:GU: 0.83
EBC: 6.5
FG: 1.005
Attenuazione Apparente: 86.5 %
ABV: 4.1%
Efficienza Mash : % 89.0
Efficienza Impianto: % 84

FERMENTABILI:
88.6 % Pale Ale kg 3.35 ( In Mash )
11.4 % Farro non maltato kg 0.43 ( In Mash )

DATI MASH:
Step °C 64 min 45 Rampa 5 min
Step °C 72 min 20

LUPPOLI:
20 min  g 19 Vic Secret (18.5%)
Boil Pellet Hop Bag
0 min  g 30 Cascade (5.5%)
Boil Pellet Libero
0 min  g 30 Vic Secret (18.3%)
Boil Pellet Libero
20 min  g 20 Cascade (4.3%)
Boil Coni Hop Bag
5 giorni  g 28 Cascade (5.5%)
Dry Hop Pellet Libero
5 giorni  g 22 Vic Secret (14.0%)
Dry Hop Pellet Libero

LIEVITO:
Voss Kveik

Fermentati a 25°C, con il consueto aroma pungente di arancia matura del Kveik. I luppoli contribuiscono ad ammorbidire e coprire questa nota. Resta comunque un lievito buono per ale leggere estive. Ho spinto a 2,6 vol nel priming, con lo scopo di compensare il corpo scarico con una carbonazione elevata.
Lievito essicato come già testato QUI




La prima godibile, fresca, beverina, ma 3g/l sul Kveik non sono a mio parere abbastanza a correggere gli esteri del lievito.
La seconda è venuta con un buon aroma luppolato, che ha coperto le note di arancia matura del lievito ed è proprio una ottima ale luppolata (non una hop bomb, ovviamente). Il Vic Secret è anche piuttosto stabile nel tempo, e anche a distanza di tre mesi dall'imbottigliamento gli aromi fruttati sono piacevoli ben conservati. 5.5g/l di luppoli da aroma (3.5 in boil e 2 in dryhop) sono per me la dose minima con questi lieviti, che seppur puliti per le temperature a cui lavorano, lasciano comunque esteri troppo caratterizzanti e che vanno coperti

Quindi per birrette estive e veloci, kveik + 5.5g/l o più di luppoli fruttati in aroma (dai 20 minuti in poi)

giovedì 1 aprile 2021

Kveik - Batch 2

 Qui la prima puntata.

Ho proceduto a essicare il lievito la scorsa estate: teglia del forno, uno strato di carta assorbente, e sopra della carta forno. Su questo ho versato la fondazza della birra fermentata con Kveik Voss Lallemand. Ho messo tutto in forno, un paio d'ore a 50 °C, e poi ho spento lasciando asciugare.


Dopo qualche giorno, il lievito era completamente disidratato, più scuro del fondo umido, e l'ho messo in un barattolo sterile. Ho conservato il lievito secco per 6 mesi, ed a gennaio ho rifatto uno starter, sbriciolando le scaglie di lievito secco in mosto a circa 1050 OG.
Per provare effettivamente che il lievito così essicato sia sufficientemente puliti, privo di bestioline contaminanti, ho approfittato dell'avanzo di sparge della Black Ice: densità ridicola (1025), una bella dose di luppoli agrumati a fine boil, per coprire eventuali off-flavors del Kveik, con 3g/l di lupulina (cryohops) a fine boil (equivalente a 6g/l di luppolo in pellet). Il mosto era ovviamente sbilanciato, con prevalenza di torrefatto su una OG ridicola, quindi non mi aspetto esca la birra del secolo, ma semplicemente un test sull'essicazione.

Alla fine ne è uscita una bevanda godibile, la lupulina copre i leggeri off-flavors del Kveik, ed anche in parte il torrefatto. E' sbilanciata, al limite del watery, che combinato con il torrefatto dà una minima sensazione di calzino ciucciato, però potabile, e certifica la correttezza del metodo di essicazione

mercoledì 3 giugno 2020

Barley Wine - All-in-One batch 14

Ultima tipologia di batch da testare con All-in-One: un mosto ad alta OG.
Dopo il fallimento della Booock, provo a fare un mosto ad OG target di 1073 (la OG definitiva del Barley Wine è di 1086, da raggiungere con 450g di zucchero di canna grezzo in aggiunta). Stavolta si cambia strategia: target di 12-13 litri, senza sparge (lascio solo scolare le trebbie). Come costante rimane il mash a 65° per 50 minuti, più step finale da 20 minuti a 72°, niente griglia superiore e una rimescolata ogni 5-10 minuti.

FERMENTABILI:
Pale Ale kg 4.55 ( In Mash )
Crystal dark 170g ( In Mash )
Cara Gold Crisp 200g ( In Mash )
Wheat kg 250g ( In Mash )
Zucchero Di Canna kg 470g ( Late addiction )

LUPPOLI:
75 min  g 40 Northern Brewer (6.0%)
Boil Pellet Hop Bag

Ho dovuto sostituire parte del Pale con Wheat, perchè era finito il sacco, e ho buttato in amaro un bel po' di Northern Brewer, luppolaccio ruvido e ostico da usare. L'uso solo in amaro, e la lunga maturazione ne ammorbidirà i tratti spigolosi (speriamo).
La resa è stata buona, con un'efficienza del mash stimata di circa il 70%, non lontana dalle alte OG fatte con i pentoloni.
A mezz'ora dalla fine, ho buttato in bollitura anche un litro di mosto d'uva, che se ricordo bene era intorno ai 1100 di densità. Quindi questa è ufficialmente la mia prima IGA.
Al solito, dopo l'ora e mezza di boil, il mosto è finito nel fermentatore parecchio sporco, anche se i residui di luppolo hanno formato una torta bella compatta. Non avevo voglia di sifonare, quindi ho usato il rubinetto del klarstein (senza filtro) e questo ha peggiorato un bel po' la pulizia. Pazienza, lascerò fermentare un paio di settimane, poi un bel travaso ed altre tre settimane a finire la fermentazione, prima di finire in bottiglia per un lungo sonno di qualche mese: ne avrà di tempo per ripulirsi. Per non avere intoppi di fermentazione, ho lasciato fermentare tre giorni il mosto, poi ho aggiunto lo zucchero, che non è stato quindi aggiunto a fine boil, ma a fermentazione iniziata: questo dovrebbe evitare che il lievito mangi troppi zuccheri semplici nelle prime fasi, per poi bloccarsi, sazio ed ubriaco, ed incapace di metabolizzare me destrine complesse.

B-side
Con le trebbie ancora ricche di zuccheri, ho fatto un veloce sparge e ottenuto 6 litri di mosto a OG preboil di 1033. Non avevo lievito da usare per questo, quindi ho inoculato un po' del lievito madre che uso per pizza e pane: l'ultima pizza fatta, aveva un retrogusto di pera, quindi forse il mio lievito da panificazione ha preso un'evoluzione belga. Per ora l'ho inoculato in questo mosto a 1040 circa di OG, con 25 IBU di Columbus a 20 minuti, vedremo cosa ne salta fuori...

giovedì 23 gennaio 2020

Columbus Lager 2.0 - All-in-One batch 11


Cotta concepita per sfruttare il litro di lievito saflager raccolto dall'ultima Bock, per riempire la cantina con una birretta leggera e fresca, e soprattutto per vendetta contro il Klarstein, che nell'ultima Bock ha prodotto un ridicolo 65% di efficienza. E' il remake della cotta fatta l'anno scorso per starterizzare il lievito lager: si è rivelata centrata, scorrevole e con l'agrumato blando del Columbus che risalta a 20 minuti di bollitura che la rende fresca e fruttata. Stavolta ho dovuto aggiungere un po' di Challenger in amaro perchè il Columbus è finito e non sono riuscito ad arrivare alle IBU pianificate. Che comunque sono più basse della volta scorsa, circa 20, abbinate ad un paio di punti OG in meno.

Mash poco diverso dal solito con 100% malto Pale, correzione PH a 5,5-5,7, acqua quanto basta per coprire tutti i grani, niente griglia superiore, ricircolo attivo e una bella mescolata al mash ogni 10 minuti.
Efficienza mash 82%. dai 15 litri pianificati, sono salito a 18 litri, ho aggiunto una manciata di pellet Challenger a 60 minuti per raggiungere le IBU volute (il resto, 15 grammi circa, di Columbus a 20 minuti), ed ho diluito dopo aver buttato il mosto nel fermentatore.

Dovrebbe terminare la fermentazione a 1008-1007, quindi bella scorrevole, con 5% di alcol. Non confido molto nella pulizia, visto che tra il litro di lievito inoculato, ed il classico mosto sporco del Klarstein al momento del primo travaso c'era un bel litro abbondante di fondazza. Ora diacetil rest, lagering e poi imbottigliamento tra qualche settimana.

lunedì 9 dicembre 2019

Monaco Lager - All-in-One batch 9


Con l'arrivo dell'inverno si parte con le lager: le temperature in cantina consentono di fermentare intorno ai 12°C, ed il freddo aiuterà la lagerizzazione.
Parto con una cotta starter, 15 litri di mosto ed una busta di W-34/70. Ho sempre usato l'S-23, ma stavolta volevo vedere come si comporta un lievito diverso. E poi la bustina rosa è troppo bella. Lo scopo principale di questa birra è di produrre abbastanza fondazza per fermentare una bock, più avanti; nel frattempo avere una birra leggera potabile. Un po' di fruttato su una lager scura si confonde e si nota meno, quindi anche con qualche sbalzo di temperatura non dovrei avere grossi difetti nel risultato finale.
Con l'All-in-One devo produrre almeno 20 litri per avere un risultato decente ed una buona efficienza, quindi i 5 litri di troppo finiranno in un bidone a parte con un avanzo di lievito ale.
40% di malto Monaco, 50% di Pale Ale, il resto Cara e Crystal, con una spruzzata di Chocolate per correggere il colore. Sarà una pseudo-Munich, visto che ho usato un sacco di Pale e poi corretto con malti scuri, ma una birra-starter non deve per forza essere perfetta. Per il luppolo, uso di nuovo il Norther Brewer, questa volta solo in amaro, e vediamo se il profilo si sposta più sul legnoso, riducendo il lato mentolato/pungente che ho trovato nella California Uncommon.
Efficienza del mash poco sopra il 70%, e sotto lo standard: ho macinato come sempre, mescolato ogni 5-10 minuti e fatto uno sparge come al solito. L'unica differenza è che non ho testato il pH (ormai so che ci vanno 2 cucchiaini di acido lattico per una cotta di 20 litri, e vado in automatico). Prossima cotta dovrò misurare e stare più attento. Ora la birra fermenta tranquilla, tra pochi giorni prevedo il travaso per il lagering, e la cotta di Bock da fermentare sulla fondazza di lievito!
Ecco, dovrei anche perfezionare un po' l'etichetta.

mercoledì 6 luglio 2016

Camera di fermentazione

Visti gli esiti delle ultime fermentazioni estive, è arrivato il momento di costruire una bella camera di fermentazione. Niente di complicato, ma che aiuti a tenere la il bidone 4-5 gradi sotto la temperatura della cantina con bottiglie di plastica ghiacciate, da cambiare periodicamente.

Occorrente:
5 pannelli di polistirolo 50x100x2 cm di spessore
1 tubo di silicone

4 pannelli tagliati a 70cm di altezza
dal quinto pannello si ricava la base (48x48 cm) ed il coperchio.
incollare con silicone la prima parete verticale alla base, facendo sporgere i 2 cm da un lato. La seconda parete viene incollata spalmendo silicone su questo profilo sporgente verticale, e sul lato della base. Così la terza e quarta parete verticale.

La scatola così ottenuta contiene comodamente un fermentatore da 25 litri, e c'è spazio ai lati per metterci le bottiglie congelate. poi serve anche un bel coperchio.




Temperature durante la fase tumultuosa iniziale

17 litri di mosto + 1 bustina S-33. 2 bottiglie ghiacciate da 1,5 litri:
Temperatura camera -4ºC (dai 21ºC della cantina a 17ºC). Temperatura max mosto: 21ºC

18 litri di mosto + fondazza S-33. 3 bottiglie ghiacciate da 1,5 litri:
Temperatura camera -6ºC (dai 22ºC della cantina a 16ºC). Temperatura max mosto: 22ºC

20 litri di mosto + starter US-05 riciclato. 5 bottiglie ghiacciate da 1,5 litri:
Temperatura camera -15ºC (dai 24ºC della cantina a 11ºC). Temperatura max mosto: 18ºC





lunedì 25 gennaio 2016

Altbier vs. Kölsch

Those two batches were brewed by chance: my homebrewing shop offered me a discounted pack of Wyeast Kölsch, so I decided to use it.
Kölsch vs. Alt 
I never liked Kölsch I tasted: too weak, too watery and with faint aromas, so I decided to produce an Altbier: amber, more bodied and with a higher hoppage than a Kölsch, but again with an hybrid fermentation, ale yeast (Alt means 'old') and lagered at low temperaturesm. I used Ho Pale and Munich malts, togheter with 6% Crystal, to give good caramel and melanoidins notes, all balanced with generous hop adjuncts of Hersbrucker and Aramis (a french hop with good aa% and perfect for bittering european lagers).
Kölsch and Altbier are served in the stange, the same tall and tiny glass, to drink it faster before delicate fruity aromas fade away. Produced and drinked in the same way, those beers are protected regional denominations, and can be produced only in the corresponding area of origin: that led to the big challenge between the two cities and theyr own beers

Anyway, after primary fermentation I moved the beer in another tank for the lagering: the beer had a gentle and elegant fruity aroma of apple and green fruith, so I decided to reuse yeast and brew a Kölsch style beer.
After the lagering, I brewed a light beer based on Pils, sweet water and a little Hersbrucker (20 IBU), bottled the Alt, and put the light wort on the yeast cake.

I did the same job as the donkey in the famous picture that drinks one beer and piss out the other: nice idea for the labels.

 

Labels are almost identical. Just a different color, like beers (but don't tell to people from Koln or Dusseldorf that their beers are so similar...).
Alt is already drinkable, slightly fruity, well hopped and bitter, withh caramel notes above all. In the meanwhile Kölsch has just been bottled, and the first sample from the fermenter isn't bad: light, watery and with faint hop notes. Like a canned Finkbrau: hopefully it will get better after few weeks...
Altbier, in a stange (oops! that's a Kölsch glass!)

I kept some Kölsch yeast, want to try it on a Bitter.

domenica 24 gennaio 2016

Altbier vs. Kölsch

Queste due cotte sono capitate un po' per caso: il mio negozio di  homebrewing mi ha offerto una busta di lievito liquido Wyeast Kölsch a metà prezzo, abbandonata da un cliente che è sparito.
Visto che non ho mai amato le Kölsch che mi è capitato di assaggiare, ho deciso di usare la busta per una Altbier: ambrata, più corposa e più luppolata della Kölsch, ma sempre ibrida: con un lievito ad alta fermentazione e lagerizzata. Ho usato malti Pale e Munich assieme a del crystal al 6% per dare toni di caramello, bilanciato da una buona luppolatura con luppoli nobili tedeschi (e una botta di Aramis, luppolo francese ad alti alfa acidi e neutro, se usato in amaro).
Kölsch e Altbier vengono servite nello stesso bicchiere, lo stange, ed hanno una leggera nota fruttata data dalla alta fermentazione. Sono prodotte e bevute in modi identici e sono entrambe denominazioni regionali, possono essere prodotte solo nella zona di origine: questo è all'origine della rivalità tra le due città e le rispettive birre.

Comunque, dopo la fermentazione primaria, ho travasato per procedere alla lagerizzazione della Alt: il profumo elegante e fruttato, con toni leggeri di mela e frutta acerba mi ha convinto a riprovare il lievito, questa volta su una vera e propria birra in stile Kölsch .
Quindi dopo venti giorni di lagering ho brassato una Kölsch con solo malto Pils e poco Hersbrucker, ho imbottigliato la Alt, e sulla fondazza ho calato il mosto della birra chiara.

In pratica ho ripetuto il processo dell'asino che beve una birra e piscia fuori l'altra: ottimo spunto per farci delle etichette.

 

Sono praticamente identiche. Ma come le rispettive birre, si distinguono dal colore.

La Alt è già potabile, leggermente fruttata, ben luppolata e con note di caramello che spiccano su tutto. Nel frattempo la Kölsch sta ancora lagerizzando, il primo assaggio dal fermentatore non è malaccio: leggera, watery e con un lievissimo aroma di luppolo. Sembra una Finkbrau in lattina per ora. Speriamo migliori in bottiglia.
Mi sono tenuto una fonda di lievito Kölsch, voglio provare a vedere che effetto fa su una Ale stile bitter.
Altbier, dentro lo stange (bicchiere da Kölsch)
Update: la Kölsch ha maturato abbastanza bene, ne è uscita una birra da bere a secchiate, watery ma con un leggero gusto mielato per via del Pils, ed un piacevole fruttato (forse eccessivo per lo stile. Schiuma un po' troppo volatile per i miei gusti.

questi i dettagli:

OG: 1045 100% Pils (FG: 1008)
Luppolo Hersbrucher a 60' e 20' (20 IBU totali)
7 giorni di fermentazione su fondo di Kölsch 2565 + 3 settimane lagering

La Bitter invece è uscita uno spettacolo, con luppoli fruttati accompagnati dagli esteri eleganti del lievito Kölsch. Qui ho postato anche la ricetta: Catpiss Bitter



giovedì 5 novembre 2015

Belle Saison and high temperature fermentation

Summer always bring high temperatures, and in my cellar is too warm to have nice and clean fermentations. I'm too lazy to build a fermentation chamber,  so I decited to test Lallemand Belle Saison yeast, to ceck if is possible to ferment in a cellar at 22°C, that means 24-25°C in the fermantation tank. I brewed some beers and fermented them in a tank surrounded by four iced water bottled and wrapped in a blanket to insulate it: direct measures on wort, showed that wort temperature was equal to cellar one. That means the heat from fermentation was balanced by my primitive cooling system.
I tried two Saison style beers, slightly different. In the third one I decided to put 10% roasted malts: I got tired of saisons, and wanted something different.

Saison 1
Malts:
  4000 gr German 2-row Pils, 96%;
  150 gr Brown sugar (dark), 4%;
Hops:
  15 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  20 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 60 min;
  38 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 20 min;
  30 gr Saaz, 2,3 %a.a., 5 min;
  30 gr Saaz, 2,3 %a.a., 0 min;
Yeast:
  Belle Saison, 1 pack
IBU: 43; EBC: 14
Fermentation:
Wort at 24-25°C for the first two days, then 22°C (cellar temperature).
OG 1052, FG 998

Saison 2
Malts:
  3000 gr German 2-row Pils, 1,038;
  1000 gr Munich Malt(light), 1,034;
  370 gr Oats, Flaked, 1,037;
Hops:
  20 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  17 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 20 min
Yeast:
  Belle Saison yeast cake
IBU: 26; EBC: 15;
Fermentation:
Wort at, 22°C controlled temperature for te whole fermentation.
OG 1056. FG 1004

Black Saison
Malts:
  1300 gr German 2-row Pils, 1,038;
  1300 gr German Light Munich, 1,037;
  150 gr Chocolate Malt, 1,034;
  150 gr Roasted Barley, 1,029;
Hops:
  20 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  10 gr Aramis, 7,8 %a.a., 20 min;
Yeast:
  Belle Saison yeast cake, third generation
IBU: 21,9; EBC: 64
Fermentation:
Wort at, 22°C controlled temperature for te whole fermentation
OG 1042. FG 1008

Main difference between the two Saison is due to the Munich malt: Saison 2 is darker, with higher body, also thanks to the flaked oats and the lack of sugar, while Saison 1 has an apparent FG of 0.998! If you give simple sugars to Belle, it's a piranha, but don't worry: it won't eat your fermentor nor complex sugars from special grists (mash were identical for the three batches).
Saison 1 has lots of phenols in aroma, and heavy fruity notes covering all hops aromas. Phenols are noticeable also at taste with unpleasant bitterness and high cytric notes .
Better the Saison 2, with esters more evident in aroma, wit notes of pear, grapevine uva and medium phenol (but again a bit unpleasant): lower temperature brings lower off-flavors. In this beer there are noticeable malty notes, from Munich. As always with this yeast, all fermentation notes are evident in the nose, but lighter in the flavour. Malt with a bit of melanoidins is evident but fruity esters are medium-low, distant from classic saison, while the spicy phenols and a citric note are more evident.
Those two beers are not comparable with Black Saison: here roasted malts covered all fermentation aromas, just a hint of ester to the nose: roasted malts worked as concrete to cover in black phenols and off flavors. The only disturbing detail is the citric saison-like acidity that is not suited at all with roasty notese (to have an idea, try to squeeze a slice of lemon in a pint of Guinness if you dare).

In the end, to use Belle Saison at best, better to keep temperatures around 20°C and raise after 4-5 days when strong fermentation is over.

Anyway, phenols will always be there with their bitter and harsh taste in the beer, and a good saison is definitely something far from what you can get with this yeast.

giovedì 15 ottobre 2015

Belle Saison

Con la stagione estiva  le temperature della cantina sono poco adatte a fermentare. Sono troppo pigro per costruire una camera di fermentazione a temperatura costante, quindi ho fatto un po' di test con il lievito Lallemand Belle Saison, per vedere se si riesce a produrre birre potabili con temperature in cantina di 22°C o superiori. Per limitare il riscaldamento del mosto ho usato bottiglie di plastica ghiacciata e avvolto in fermentatore in una coperta: misurando direttamente il mosto, questo sistema consente per lo meno di mantenerlo a temperatura pari a quella ambiente.
Le prime due prove hanno ricette diverse, sempre nello stile Saison. Per la terza ho usato un 10% di malti tostati: la terza cotta con stesso stile sarebbe stato troppo.

Saison 1
Malti:
  4000 gr German 2-row Pils, 96%;
  150 gr Brown sugar (dark), 4%;
Luppoli e altro:
  15 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  20 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 60 min;
  38 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 20 min;
  30 gr Saaz, 2,3 %a.a., 5 min;
  30 gr Saaz, 2,3 %a.a., 0 min;
Lievito
  una busta Belle Saison
IBU: 43; EBC: 14
Fermentazione:
Mosto lasciato a 24-25°C per i primi 2 giorni, poi a 22°C (temperatura cantina).
OG 1052, FG 998

Saison 2
Malti:
  3000 gr German 2-row Pils, 1,038;
  1000 gr Munich Malt(light), 1,034;
  370 gr Oats, Flaked, 1,037;
Luppoli e altro:
  20 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  17 gr Styrian Goldings, 5,7 %a.a., 20 min
Lievito
  fondo della birra precedente recuperato
IBU: 26; EBC: 15;
Fermentazione:
Mosto a temperatura controllata, 22°C costante.
OG 1056. FG 1004

Black Saison
Malti:
  1300 gr German 2-row Pils, 1,038;
  1300 gr German Light Munich, 1,037;
  150 gr Chocolate Malt, 1,034;
  150 gr Roasted Barley, 1,029;
Luppoli e altro:
  20 gr Aramis, 7,8 %a.a., 60 min;
  10 gr Aramis, 7,8 %a.a., 20 min;
Lievito
  fondo recuperato, terza generazione
IBU: 21,9; EBC: 64
Fermentazione:
Mosto a 22°C
OG 1042. FG 1008

La prima differenza tra le due Saison è dovuta al malto Monaco, che ha reso più scura la Saison 2, questa birra è anche più corposa, grazie anche ai fiocchi ed alla mancanza di zucchero, mentre la Saison 1 ha una FG apparente di 0.998! Se gli date da mangiare zuccheri semplici, il Belle è un piranha, ma non preoccupatevi, non vi mangerà il fermentatore e nemmeno le destrine da grist troppo complessi (i mash sono stati identici per le tre cotte).
La Saison 1 ha un sacco di fenoli in aroma, note di frutta matura che coprono del tutto gli aromi dell'abbondante luppolatura. Anche al gusto dominano fenoli con un amaro un pò sgradevole ed una nota citrica molto evidente.
Un poco meglio la Saison 2, dove nell'aroma sono più evidenti gli esteri, con note di pera, uva ed un fenolico medio (ma sempre leggermente fastidioso): la temperatura più bassa ha evitato troppi difetti. In questa birra si riescono a sentire anche note maltate, probabilmente dovute al Monaco. Anche qui il grande problema del Belle: tutti gli aromi che si sentono al naso, sono molto ridotti al gusto. Prevale il malto (con un pò di melanoidine del Monaco) ma il fruttato degli esteri è basso, mentre spicca ancora una nota fenolica ed il citrico tipico di questo lievito.
Queste due birre sono poco paragonabili con la Black Saison: in questa i malti tostati hanno coperto totalmente le note fenoliche, c'è solo un accenno di esteri al naso: i malto tostati fanno un bell'effetto bitume coprendo parecchi difetti. La cosa più fastidiosa è quell'acidulo tipico delle saison, che rimane (anche se meno evidente rispetto alle saison chiare) e si abbina veramente male con i tostati (provate a strizzare una fetta di limone in una pinta di Guinness).

Insomma, per fermentare con il Belle Saison, è meglio rimanere a temperature standard, intorno ai 20°C, ed eventualmente alzare la temperatura dopo la fine della fase tumultuosa di fermentazione.
Quindi mi toccherà costruire una camera di fermentazione entro giugno.

giovedì 17 settembre 2015

My worst homebrewing errors

Here the seven worst error made during my homebrewing years. Small distractions and huge mistakes.

7) Wrong Preboil OG
After sparging, I went to take a sample from the boiling pot to measure preboil OG. After cooling I read it with a densimeter: 1,026. What?!? Mash and sparge went well, iodium was OK, same procedure as ever..well, maybe malt was too old and lost some conversion power. Well, I didn't want a 1,030 OG beer, so I added sugar, did a 90 minutes boil to add some OG points and added a bunch of american hops to make a zesty session beer to drink during summer. After cooling the worth, I measured again the density: 1052.
I made a huge mistake taking the sample for the preboil OG measure: I took it from the upper part of the worth, without stirring, so I measured the lowest density worth coming from the end of the sparge.

6) Diamalt (bakery malt extract)
At dawn of homebrewing in Italy, many websites (and many homebrewer) used to brew with baking malt extract: cheaper than extract malt and similar, everybody tought it was the same thing. Including me. I got this Diamalt extract from a bakery and brewed an English Ale. The beer was something acid but sweet, with vanishing fizzy head, no hop aroma.

5) Wrong priming procedure
It was my second brew from kit, and I wanted to improve bottling and priming: not sugar in the bottle anymore, but mixing all sugar with the beer. So I measured sugar, made a syrup and added it in the primary fermentor. Without moving the beer in a secondary tank. I stirred very gently, to avoid to move the yeast cake and the bottled. Obviously, bottles had a huge sediment and beer was undrinkable...

4) Burning Mash
I mash in a 25 liter pot, on the fire to set temperature: here you must be careful to not overheat the whole mash. I just tried once an Imperial Stout, that was when I forgon the fire on after 30 minutes mashing. It reached 75°C, enough to denature enzymes and block conversion reaction. I went on anyway, mashing at alpha amylase temperature, but I had a very low efficiency and a 1050 OG after boiling. Anyway, the stout I produced was quite OK.

3) Open spigot
The fermenting tank was sanitized and ready to be filled with worth, after six hours process. I started the transfer from the pot and I realized the tank spigot was open, and the worth pissing out on the floor. I tried to close the spigot, but it was wet and slippery, so I drop the tube spilling worth, closed the spigot, trow on myself some worth, cleaned the couple of liters that went on the floor and started back the transfer from the pot. I was pissed off and tired, so I just sucked the tube to make empty and start the tube transfer. It works, you don't get any problem or infection if you do it correctly. No need for pumps or other strange method to prime the tube.

2) Dirty hop bag
Once I brewed an heater beer: To give it aroma, I added some heater flowers at the end of the boiling. The problem is that I added those flowers at flameout without sanitizing the hopbag (heater has tiny and light flowers; I didn't want them floating on the top of the worth). This hopbag spent few months in a drawer, colletting all the bacteria that were in my kitchen (not really clean...). I got an acid infection, and after a couple of months, when I tasted my Heater Ale I found out a nice sour beer.

1) Missed FG and explosions in the cellar
I was a noob at my third brew by kit: I bottled at 1,020 density, as the FG concept was not clear to me and I did't consider effect of overcarbonation. It was summer, and one morning explosion came from the cellar. I was lucky nobody was around, I just had to clean the mess of beer and glass and did,t get hurt.
THIS IS THE MOST DANGEROUS MISTAKE EVERY HOMEBREWER CAN DO, NEVER, NEVER, NEVER BOTTLE IF YOU DIDN'T REACH FG, AND DENSITY ISN'T STABLE FOR A FEW DAYS.

mercoledì 16 settembre 2015

I miei peggiori errori da Homebrewer

Le sette peggiori cavolate fatte birrificando. Errori se ne fanno sempre, a volte per inesperienza, a volte sono cazzate giganti.

7) OG Preboil sballata
Dopo mash e sparging, vado a prelevare il campione per misurare l'OG preboil. raffreddo il campione e lo misuro col densimetro: 1,026. Ma come!? Tutto è andato liscio in mash e sparge..boh, forse il malto era vecchio e ha perso potere diastasico. Comunque, per evitare di avere una birra da 1,030 OG aggiungo un po' di zucchero, prolungo la bollitura a 90 minuti (per aggiungere qualche punto di OG) e faccio una luppolatura americana violenta. Male che vada verrà una pisciazza leggera ma profumata e da bere a secchiate. Finita la cotta misuro l'OG: 1052.
Avevo sbagliato a prendere il campione per la densità preboil: non avevo mescolato il pentolone, prelevando solo la parte più alta del mosto in pentola, che corrisponde all'ultimo sparge, cioè il liquido con meno zucchero.

6) Diamalt
Agli albori dell'homebrewing, parecchi siti (e parecchi homebrewer) suggerivano di usare malto da panettiere per birrificare: più economico rispetto all'estratto di malto, e in fondo (si pensava) è la stessa cosa. Ho recuperato il malto da un fornaio e l'ho usato per una english ale. Il gusto acidulo e dolciastro copriva tutto, schiuma frizzante che scompariva dopo due secondi, aromi di luppolo non pervenuti.

5) Mancato travaso
Alla mia seconda cotta da kit, volevo migliorare l'imbottigliamento ed il priming: ho quindi aggiunto tutto lo zucchero sciolto in acqua nel bidone, poi ho iniziato a mescolare. Avendo un solo bidone non ho travasato, ma mescolato piano piano cercando di non smuovere il fondo. Poi ho iniziato ad imbottigliare. Ovviamente le bottiglie avevano due dita di sedimento ed erano imbevibili.

4) Mash rovente
Facendo il mash in pentola, su fornello per regolare la temperatura, bisogna stare attenti che il fuoco non scaldi troppo la pentola: nel mio unico tentativo di Imperial Stout, ho inavvertitamente lasciato acceso il fornello sotto la pentola a metà mash, girando la manopola nel verso opposto. Il fuoco al minimo ha portato la temperatura sopra 75°C, abbastanza per denaturare buona parte degli enzimi. Ho continuato il mash a temperatura di alfa amilasi, sperando di convertire il più possibile, ma mi sono trovato con una efficienza bassissima, ed una OG di 1050 dopo bollitura. La stout che ne è uscita non era neanche male.

3) Rubinetto aperto
Il fermentatore era bello sanificato e risciacquato, pronto per accogliere il mosto, frutto di sei ore di cotta. Inizio il travaso e mi accorgo che il rubinetto è aperto. In una mano ho il tubo, con 'altra cerco di chiudere il rubinetto, ma questo scivola perchè è bagnato di mosto, alzo il tubo, lo faccio svuotare, chiudo il rubinetto. Un paio di litri si sono persi sul pavimento, pulisco col mocio e ricomincio il travaso. In questa occasione ho scoperto che per travasare dalla pentola si può succhiare via l'aria con la bocca dal tubo senza conseguenze. Ho quindi smesso di usare i metodi assurdi per fare vuoto nel tubo di travaso.

2) Hop bag zozza
Stavo facendo una cotta di birra all'erica: per dare aroma alla birra era prevista una aggiunta a fine bollitura, per dare aroma tipico dell'infuso d'erica: ho aggiunto al flameout una hopbag piena di fiori, senza bollirla prima. L'hopbag era conservata in un cassetto da qualche mese, esposta a chissà quali batteri e muffe (la mia cucina non era un grande esempio di pulizia..). Mi sono preso una bella infezione, e dopo un paio di mesi, al primo assaggio ho trovato al posto della Heater Ale una bella birra acida.

1) FG non raggiunta e bombe in cantina
Terza cotta da kit: non ho aspettato la FG, ho imbottigliato a 1,020 senza considerare le conseguenze della sovracarbonazione. Era estate, ed una mattina le bottiglie hanno cominciato ad esplodere.
QUESTA E' LA COSA PIU' PERICOLOSA CHE PUO' FARE UN HOMEBREWER, MAI, MAI, MAI IMBOTTIGLIARE SE LA FG NON E' STABILE DA 3-4 GIORNI



martedì 26 maggio 2015

Densimeter correction: Alcohol percentage

Online you find very poor informations about densimeter correction depending on alcohol content in beer, just tons of formulas about apparent vs. real attenuation with Plato and Brix scale, that are almost worthless.
If my saison FG is 997, I know it's very dry, but wich part is the alcohol, and how many residual sugars do I have in the beer?

Better answer would be: start using a rifractometer.
But I did this intead: I measured density at different dilution of cheap Vodka (37,75% Alc.), more specifically 18,87%, 9,43%, 4,72/, 2,36%, 1,18% alcohol. Then I plotted the table here, obtaining the following curve.



Here is the final table, with Alc.%, density, and the points to be added to densimeter
Qui la tabella, con la percentuale di alcool, la relativa densità in acqua, ed i punti che bisognerebbe correggere quando si legge la densità finale dal densimetro. 

Alc %densitycorrection
1998,1551,84
2997,112,89
3996,0653,93
4995,024,98
5993,9756,02
6992,937,07
7991,8858,12
8990,849,16
9989,79510,20
10988,7511,25

So, my barley Wine OG 1094 that after 5 days was at a measured density of 1024, is not at 9% Alc., but if I correct according to the table it, is around 8%, and the apparent density of 1024 correspond to 1034: that means 90g/litro of residual sugars. So the fermentation is not finished and it will need some more days to get the real FG...

giovedì 27 novembre 2014

Brettanomyces

All homebrewers that like Orval, sooner or later will wonder how to reproduce it at home. Brettanomices are very hungry microrganisms, and very persistant: it's better to use dedicated tanks, and spend more time in the sanfication of bottles, fermentors etc after use.

Here my experience with recovery of Orval brettanomices:
After drinking the beer, I filled the Orval bottle with few centiliters of wort, after few days the foam started to form, so I checked yeast activity, then I transferred the bretta in half liter starter.
After three more days, brettanomices were sparkling and ready to be inoculated in wort.
First experiment was a total-Bretta fementation: two liters of easy E+G,  20 IBU, 1045 OG. Fermentation at 20-22°C with starter from a single Orval bottle: 7 days primary, 10 days lagering, bottling.
After twenty days I tried the beer. A strong solvent smell came out, fortunately vanishing quickly. The 'beer' has the tipical goût d'Orval, more stronger than the original one (at the Abbey they just use brettanomyces for secondary fermentation).

And it's using the Brett for the secondary fermentation that you can get very interesting beers: I did a bretted Tripel, OG 1079, fermented 5 giorni with T-58. Then I splitted the beer: then liter inoculated with Orval starter (see the procedure above), ten liter went on normalfermentation.
T-58 needed longer time to reach FG, that was higher than the FG reached by the Bretta: they are hungry and ferment all sugard in the wort.
After a couple of months the Tripel is really dry, and with the tipical goût d'Orval!

Few months later, I decided to CLONE the Orval:

OrvalClone, liters 20,5 (preboil 22,5)
efficiency  73%, 60 min. boiling
OG 1,055; IBU: 35,0; EBC: 20;
Malts (mash 65°C for70 minutes):
  4000 gr German 2-row Pils, 1,038;
  250 gr Crystal 105L, 1,033;
  400 gr Candi sugar (clear), 1,046;
  25 gr Chocolate Malt, 1,034;
Hops:
  32 gr Spalter, 5,9 %a.a., 60 min;
  28 gr Styrian Goldings, 4,7 %a.a., 25 min;
  17 gr hersbrucher, 3,7 %a.a., 5 min;
  6 gr spalter, 5,9 %a.a., 25 min;
  10 gr Saaz, 4,0 %a.a., 60 min;

Primary fermentation with Trappist high gravity (5gg) then secondary with Orval starter. Here the bottles:

Brettanomices

Chi apprezza il gusto particolare della Orval, di sicuro avrà pensato come è possibile replicarlo in casa. I brettanomiceti sono microrganismi molto attenuanti, e molto infestanti, vanno quindi trattati possibilmente con attrezzatua dedicata, e sanificando bene fermentatori, bottiglie etc. per non portarsi dietro contaminazioni nelle cotte successive.

Qui la mia esperienza con i brettanomiceti recuperati dalla Orval:
Ho fatto un primo step con pochi centilitri di mosto direttamente nella bottiglia, dopo un paio di giorni ho verificato l'attività del lievito grazie all formazione di schiuma, quindi ho travasato tutto in un nuovo starter da mezzo litro circa.
Dopo altri tre giorni la bottiglia è in pressione i brettanomiceti sono belli frizzanti e pronti per essere inoculati.
Il primo esperimento è stata una fermentazione totale con bretta: due litri di birra E+G, semplicissima, con qualche grammo di Cristal e luppolo Saaz per 20 IBU. Fermentazione a 20-22°C solo con lo starter ottenuto da una bottiglia di Orval: 7 giorni primaria, 10 giorni secondaria, imbottigliamento.
Dopo venti giorni la birra così ottenuta ha un odore abominevole di solvente, il quale però sparisce dopo poco (evidentemente sono composti molto volatili, probabilmente più tempo nel secondario dovrebbe eliminarli tutti). Il sapore ricorda tutti gli aromi tipici della Orval, ovviamente più forti rispetto alla birra originale (che ha solo la fermentazione secondaria fatta con brettanomiceti).

Birre molto più interessanti si possono fare inocuando i brettanomiceti dopo la fermentazione primaria: ho provato una Tripel, OG 1079, fermentata per 5 giorni con T-58. Dopo il travaso ho diviso la cotta in due: dieci litri inoculati con fondi di Orval starterizzati (vedi procedimento precedente), mentre dieci hanno continuato la maturazione normale.
Ovviamente il T-58 ha raggiunto una attenuazione minore ed in più tempo rispetto al tank brettato: i brettanomiceti divorano qualsiasi forma di zucchero, ed anche amido in temp più lunghi.
Dopo un paio di mesi di maturazione in bottiglia, la Tripel brettata e secca, con una bella schiuma pannosa e ovviamente con in tipico goût d'Orval dato dai brettanomiceti!

Carico dopo l'esperimento della Triple brettata, ho cercato di clonare la Orval:

OrvalClone, litri finali 20,5 (in bollitura 22,5)
efficienza  73%, bollitura 60 min.
OG 1,055; IBU: 35,0; EBC: 20;
Malti (mash 65°C per 70 minuti):
  4000 gr German 2-row Pils, 1,038;
  250 gr Crystal 105L, 1,033;
  400 gr Candi sugar (clear), 1,046;
  25 gr Chocolate Malt, 1,034;
Luppoli:
  32 gr Spalter, 5,9 %a.a., 60 min;
  28 gr Styrian Goldings, 4,7 %a.a., 25 min;
  17 gr hersbrucher, 3,7 %a.a., 5 min;
  6 gr spalter, 5,9 %a.a., 25 min;
  10 gr Saaz, 4,0 %a.a., 60 min;

Fermentazione primaria con Trappist high gravity (5gg) e secondaria con fondi di Orval ricoltivati. Ecco il risutato dopo l'imbottigliamento:
english

Saison

  Belgian Saison Malti e Zuccheri (4.38 kg totali) 3.8 kg (86.7%)  — BestMalz Pale Ale (Grani) —  6 EBC 300 g (6.8%)  — BestMalz Caramel Pil...